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 ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni

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cioccolataconpanna
Oltre l'apparenza....
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MessaggioOggetto: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Ven Gen 29, 2010 11:24 pm

MI PIACE MOLTO MONET...I SUOI QUADRI MI RASSERENANO...
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armonia_completa
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MessaggioOggetto: FRIDA KAHLO (6 LUGLIO 1907 – 13 LUGLIO, 1954))   Sab Gen 30, 2010 2:24 am

Una grande pittrice, molto amata in Messico, ma non solo. La sua pittura - molto intensa - comunica sensazioni di dolore e solitudine ma anche di grande forza, dignità ed amore per la vita. E' questo grido, questo desiderio continuo di gioia di vivere che ci sorprende sapendo che all'età di diciotto anni, in seguito ad un incidente, viene impalata da una sbarra di metallo dell'autobus su cui ritornava da scuola insieme ad Alex, suo compagno e amico: la sua spina dorsale viene fratturata in tre punti nella regione lombare, il bacino schiacciato, il piede destro spezzato, le pelvi rotte trapassate da parte a parte dal corrimano, situazione che le impedirà di conoscere la maternità, se non per pochi mesi, perché avrà solo aborti.

Per l'intera vita porterà con sé un dolore continuo e lacerante ma nonostante le trentadue operazioni, Frida Kahlo inneggerà alla vita con quella allegria che ha sempre ostentato in pubblico per nascondere invece la tristezza, il dolore, l'angoscia e la sofferenza che manifesterà sempre e comunque nei suoi quadri: un misto di dolore ma anche di forza, quella sola forza capace di reagire anche a situazioni che non hanno rimedio.

Era nata nel 1907 da padre ebreo di origine ungherese immigrato in Messico, fotografo di successo preciso e meticoloso nell'eseguire con cura luci ed ombre. Da suo padre forse prende quella precisione nel descrivere minuziosamente ogni particolare usando anche minuscoli pennelli di zibellino: tranne che per pochissimi quadri, Frida prediligerà il formato minore (30x37cm), più intimo, più suo, più adatto a raccontare quello che provava, come vedeva e percepiva il mondo, il fuori, l'altro.
Da piccola era un monello e anche se a sei anni si ammala di poliomielite e dovrà stare per nove mesi in camera, dopo la malattia fece di tutto - dalla boxe, al calcio, alla lotta libera al nuoto - per poter ristabilire l'uso della gamba destra che rimase invece sempre piccola: per nascondere indossava anche tre o quattro calze e scarpe dal tacco speciale che le lasciarono quel modo di camminare lievemente saltellante tipico dei passerotti. Con il padre si recava spesso in giro a passeggiare nei parchi, era la prediletta delle sei figlie forse perché l'unica che sapesse come lui cosa significasse la malattia e l'isolamento.
Mentre lui dipingeva, lei raccoglieva insetti e piante che poi a casa guardava al microscopio; imparò anche a usare la macchina fotografica, a studiare l'arte e l'archeologia messicana che ritroveremo sempre come parte integrante della sua inconfondibile arte. Frida Kahlo fece propria l'arte messicana, quella indigena, delle masse a cui legò anche l'impegno politico (fu membro della Lega giovanile comunista) sfociato in solidarietà e accoglienza a Lev Trockij quando arrivò in Messico nel 1937. Organizzò addirittura la partenza per il Messico di quattrocento lealisti spagnoli durante il suo soggiorno parigino: il suo impegno terminò dieci giorni prima di morire quando lei quasi inferma, in sedia a rotelle, partecipò alla manifestazione contro la destituzione da parte della CIA del presidente guatemalteco Jacobo Arbenz Guzmàn.

Diego Rivera
Nel '28 conobbe Diego Rivera: lui aveva quarant'anni ed era un artista molto famoso, lei venti di meno. Sapeva che lui era un noto seduttore e il loro primo incontro fu molto particolare. Anche se brutto, grande e grasso (alto un metro e ottanta, nel '31 pesava centocinquanta chili) Rivera conquista moltissime donne e Frida (che era alta un metro e sessanta e pesava quarantanove chili) si separerà da lui solo quando lo seppe amante anche di sua sorella Cristina (alle altre donne si sentì sempre superiore, ma quando si risposerà Rivera una seconda volta nel '40, pose delle ferree condizioni).
Fu un amore coinvolgente e travolgente fatto di contrasti e affinità elettive. Ebbero una vita tempestosa ma ricca emotivamente e artisticamente, non riuscendo a stare lontano per molto: tutti e due reciprocamente avevano un disperato bisogno dell'altro.
Le furono attribuiti molti amanti etero e omo ma lei non se ne curò libera come la sua arte dove non si riconobbe né surrealista né realista come la definiva Rivera: quel che è certo è che fu unica nella sua arte e anche Picasso in una lettera a Rivera disse così: « Né Derain, né tu, né io siamo capaci di dipingere una testa come quelle di Frida Kahlo ».
Frida muore nel 1954.
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armonia_completa
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MessaggioOggetto: RE   Sab Gen 30, 2010 2:28 am





Ultima modifica di armonia_completa il Sab Gen 30, 2010 3:32 am, modificato 1 volta
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armonia_completa
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MessaggioOggetto: re   Sab Gen 30, 2010 3:28 am

ho una particolare ammirazione per questa donna, per il suo vissuto, il suo coraggio, la sua determinazione ed ostinazione....
se avete l'occasione di leggere la sua biografia, ve la consiglio....
se avete anche l'occasione di vedere il suo film- biografico, avrete ancora più un quadro generaale di come abbia vissuto e sopportato la sua condizione di vita nel suo handicap e di come, coraggiosamente sia riuscita a vincere certe battaglie personali proprio per il suo talento....
una VERA DONNA con la D, IN GRANDE.... indimenticabile, deli

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MessaggioOggetto: Un quadro di Tamara de Lempicka   Dom Gen 31, 2010 12:23 am

Il dipinto di Madame Morillot fu commissionato dal marito, l’avvocato André Morillot, come dono di nozze. In questa opera, Lempicka superò se stessa esaltando tutta la bellezza del quadro: ha “esageratamente” rese belle le pieghe del vestito e creato gruppi decorativi floreali di panneggi sullo sfondo, con un ritrovato gusto per l'effetto barocco, in maniera tale da pesare e bilanciare questi abbellimenti. All'interno della composizione globale ha usato la figura di Madame come parte centrale, ha steso il braccio destro scoperto e ha sollevato la mano sinistra così da inquadrare la sua posa in mezzo alle cascate del panneggio. Una pittura molto spinta, in cui il minimo dettaglio è curato, in cui tutto è accarezzato amorevolmente da un pennello meticoloso e allo stesso tempo una concezione piuttosto ardita della deformazione decorativa, il gusto delle linee pure, delle forme semplici, un disegno preciso, netto, su una pittura liscia, un modellato estremamente abile. L’opera, non fredda, malgrado la precisione, risulta finemente dettagliata in un “fresco” blu e bianco, uno stile pittorico lussureggiante di una sensibilità molto viva.
Come per tutti i ritratti di Lempicka, questo di Madame Morillot, è vivo e sembra quasi uscire dal quadro; come se l’immagine stessa del modello fosse riflessa in uno specchio. Un riflesso, però, sottomesso alla volontà del pittore..... Lo ritengo un’opera straordinaria, capace di dare forti emozioni, un ritratto che rende omaggio alla femminilità e alla bellezza di tutte le donne...!!




Portrait de Madame Morillot 1932
olio su tela, cm 100x65
Collezione Privata
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cioccolataconpanna
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MessaggioOggetto: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Gen 31, 2010 12:25 am

CHE LUCE QUESTO QUADRO!!!!MI SEMBRA DI SENTIRE LA SETA SOTTO LE DITA...
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MessaggioOggetto: La composizione dei volumi di Paul Cézanne   Mar Feb 02, 2010 12:14 pm

“Con una mela voglio stupire Parigi”
Questo diceva Cézanne sapendo che anche con soggetti umili e di nessuna rilevanza estetica si può fare della grande pittura. Nelle numerosissime nature morte dipinse i piatti di cucina, la brocca dell’acqua un vaso di terraglia e tante mele. Le mele del suo frutteto. Trasformò la visione di vibrazioni luminose e cromatiche dell’impressionismo in una visione “mentale” di forme e con pochi soggetti realizzò composizioni che sembrano monumentali per la forza plastica dell’immagine, costruita soltanto con il colore. Egli “vedeva” più con il cervello che con gli occhi, diceva che in natura tutto è modellato secondo tre forme fondamentali:la sfera, il cono, il cilindro.

Il “Ritratto di donna con caffettiera”, raffigura probabilmente la cuoca del pittore, una solida contadina provenzale con le mani abbandonate in grembo, seduta accanto ad un tavolino su cui, sopra una tovaglia rossa che contrasta con l'abito ed il grembiule azzurri della donna, sono posati una caffettiera ed una tazza di caffe' con il cucchiaino: i contorni sono marcati da ombre scure ed i volumi sottolineati dalla luce, che ne esalta la nitida geometria. Traspare dalla scena un forte senso di quotidianità, evidenziato dai particolari delle vesti e dell'acconciatura della donna. La figura è schematizzata secondo i moduli dei solidi geometrici. Anche la tazzina e la caffettiera alla napoletana sono cilindri. Da questa composizione di volumi, costruiti con il colore nei toni complementari del blu e dell’ocra, prenderà avvio il cubismo di Picasso.





"Ritratto di donna con caffettiera"
Museo d'Orsay di Parigi
tela 130 x 96 (1890 – 1895)
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MessaggioOggetto: un quadro di E.Manet   Mer Feb 24, 2010 1:43 pm





Colazione sull'erba (Le déjeuner sur l'herbe)
è un dipinto ad olio su tela di cm 208 x 264 realizzato tra il 1862 ed il 1863 dal pittore francese Édouard Manet, è oggi conservato al Musée d'Orsay di Parigi.
Il quadro raffigura una colazione in un bosco, nei pressi di Argenteuil, dove scorre la Senna. In primo piano vi è una donna nuda che guarda verso il pittore, comodamente adagiata su un panno azzurro, probabilmente una parte delle vesti di cui si è liberata. La modella è Victorine Meurent, che posò anche per la figura di donna sullo sfondo, la quale è intenta a bagnarsi nel fiume. I due giovani in primo piano, vestiti elegantemente, sono Gustave Manet (fratello del pittore) e lo scultore olandese Ferdinand Leenhoff, amico di Manet. Nell'angolo in basso a sinistra, giacciono i vestiti delle donne e la colazione da cui l'opera prende il titolo.
Nonostante l'impianto compositivo sia di matrice classica, l'utilizzo di abiti moderni gettò scandalo, perché sembrava spogliasse l'opera d'arte dei suoi contenuti elevati. Anche la differenza proporzionale tra la donna sullo sfondo e la barca ormeggiata alla destra venne considerata un'imperizia da parte del pittore: in realtà i morbidi contrasti cromatici e l'utilizzo della prospettiva aerea in chiave moderna inscrivono l'opera nei capolavori del XIX secolo.
_______________________________________


E riuscirò sempre a fuggire dentro colori da scoprire… (Gianna Nannini)
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