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 ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni

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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Apr 19, 2009 11:45 am

il Louvre è una delle mie mete, spero tanto di poterci andare
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MessaggioTitolo: Artemisia Gentileschi   Dom Apr 19, 2009 11:47 am

« Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch'io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l'altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne »


Artemisia Gentileschi è una delle poche protagoniste femminili della Storia dell'arte europea...sin da bambina era solita accompagnare il padre mentre insegnava l'arte della pittura al giovane Caravaggio per cui "subisce" molto del suo stile...

Artemisia Gentileschi, che ebbe modo di fare fruttare il suo talento, è stata una delle poche donne "sfuggite" tra le maglie di questo rigidissimo sistema sociale, tuttavia la sua sofferta vicenda privata si è spesso sovrapposta a quella di pittrice generando molte ambiguità.

Negli anni Settanta la sua popolarità ha raggiunto il vertice soprattutto per via della vicenda che la vide accusare il suo violentatore (al punto da sottoporsi allo schiacciamento dei pollici per confermare l'attendibilità delle sue accuse, cosa che per lei, pittrice, non dovette essere solo un dolore fisico).

Fu condannata a sposare il suo violentatore ma ciò non accade perchè il tizio risultò già sposato...la sua rabbia ed umiliazione generò in lei forte risentimento , per questo uno dei suoi quadri più famosi viene associato a questa sua vicenda personale

Questo dipinto è stato il secondo che mi ha attratto incredibilmente negli Uffizi...ci ritornerei ancora ad ammirarlo, una tela grandissima e davvero suggestiva!

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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Apr 19, 2009 11:49 am

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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Apr 19, 2009 12:09 pm

Sì, questa è una grossa ingiustizia storica, il fatto che lo stato francese non abbia mai voluto restituirci una delle più famose opere d'arte italiane...ho visitato il Louvre in viaggio di nozze, lo ricordo bene... e queso dipinto lascia senza parole, anche se fiumi di commenti sono stati pubblicati su di esso
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MessaggioTitolo: La vergine delle rocce   Lun Apr 20, 2009 9:56 pm

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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Mar Apr 21, 2009 3:14 am

Mi ha da sempre incuriosita e affascinata la gioconda, questo enigma che ci ha lasciato il grande Leonardo.
Tutte le ipotesi che sono state fatte nei corsi dei secoli, il voler dare a tutti i costi un significato, un senso a questo dipinto.
A parer mio Leonardo fu uomo misterioso, a volte burlone, bizzarro e tanto geniale che il voler svelare i suoi intenti è ardua impresa.

eh??
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Ven Mag 01, 2009 11:32 pm

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MessaggioTitolo: Dama con l'ermellino ( 1488 - 1490 )   Sab Mag 02, 2009 2:51 am



"La dama con l'ermellino (Ritratto di Cecilia Gallerani)" è un dipinto ad olio su tavola di cm 54,8 x 40,3 realizzato tra il 1488 ed il 1490 dal pittore Leonardo da Vinci.

Il dipinto è oggi conservato al Czartoryski Muzeum di Cracovia, dopo aver subito un restauro per rimediare ad alcuni danneggiamenti subiti durante la II guerra mondiale. Pur essendo stato nascosto nei sotterranei di un castello infatti, il dipinto venne trovato dai soldati nazisti che avevano invaso la Polonia, e quando fu ritovato recava in un angolo l'impronta di un tallone.

In alto a sinistra, la scritta apocrifa "LA BELE FERONIERE LEONARD DA WINCI".

La storia di questo dipinto può essere ricostruita soltanto a partire dalla fine del XVIII secolo, in quanto fino a quel momento non veniva attribuito a Leonardo. Dopo una revisione critica però, che ha modificato una serie di attribuzioni, il dipinto è oggi universalmente indicato come un'opera di Leonardo. Molti critici vi ravvisano il ritratto di Cecilia Gallerani, una della amanti del duca Ludovico Sforza, protettore di Leonardo a Milano, che all'epoca del dipinto doveva avere circa 16 anni. Sembra inoltre che, oltre che per la bellezza estetica, Cecilia fosse molto apprezzata a corte, e anche da Leonardo, soprattutto per la propria intelligenza.

L'ermellino sottintendeva una sottile sciarada intellettuale perché in greco si chiama galere, quindi richiama il nome Gallerani. Inoltre nei bestiari medievali l'ermellino rappresentava alcune virtù, tra cui l'equilibrio e la pacatezza; nelle intenzioni di Leonardo tali virtù sarebbero state trasferite di riflesso a Cecilia Gallerani, grazie anche all'atteggiamento praticamente identico della dama e dell'animale.
La dama volge il capo come se stesse per rivolgersi a qualcuno che sta sopraggiungendo nella stanza ed al tempo stesso ha l'imperturbabilità solenne di un'antica statua. Un impercettibile sorriso aleggia sulla labbra di Cecilia: per esprimere un sentimento Leonardo preferiva accennare alle emozioni piuttosto che renderle esplicite. Le lunghe, eleganti dita di Cecilia che accarezzano l'animale testimoniano la sua delicatezza e la sua grazia aristocratica. L'ermellino è dipinto con precisione e vivacità. Per il suo pelo bianco, l'animale era considerato simbolo di purezza.

Dai raggi X emerge che dietro la spalla sinistra della dama era anticamente dipinta una finestra; ecco il motivo di quella luce così intensa e dall'effetto dei riflessi che noi oggi vediamo.
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Sab Giu 20, 2009 11:30 pm

Opera "del periodo blu", esprime attraverso il colore (freddo e triste), uno stato d'animo. Sono riconoscibili le varie fasi della vita: in primo piano il matrimonio e la maternità, nello sfondo il dolore e la solidarietà. Diversi i motivi simbolici, come ad esempio il bambino, frutto dell' amore per eccellenza. Attraverso il colore e la posizione, le figure assumono una pacata monumentalità, che pone la scena in un ambito aspaziale ed atemporale, congelandola in un istante infinito.
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Sab Giu 20, 2009 11:32 pm

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MessaggioTitolo: L'urlo   Sab Lug 11, 2009 11:00 pm

L'urlo di Munch

Realizzato nel 1893 su cartone con olio, tempera e pastello, come per altre opere di Munch è stato dipinto in più versioni; quella collocata alla Nasjonalgalleriet di Oslo ha dimensioni 91 x 73,5 centimetri.

L'opera è un simbolo dell'angoscia e dello smarrimento che segnano tutta la vita del pittore norvegese. La scena rappresenta un'esperienza vera della vita dell'artista: mentre si trovava a passeggiare con degli amici su un ponte della città di Nordstrand (oggi quartiere di Oslo), il suo animo venne pervaso dal terrore. Così descrive la scena lo stesso Munch con alcune righe scritte sul suo diario mentre era malato a Nizza:
« Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto. Sul fiordo neroazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura... e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura. »

Si distinguono chiaramente sullo sfondo i due amici che si allontanano lungo il ponte, estranei al terrore che angosciava il loro compagno. Mentre la bocca spalancata sembra emettere dei suoni che sconvolgono il paesaggio, con delle linee curve, ma non la strada, l'unica consigliera e amica dell'uomo, testimonianza della freddezza di talune persone. Il volto deformato sembra un teschio; anche il corpo sembra essere privo di colonna vertebrale.

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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Sab Lug 11, 2009 11:24 pm

Ogni volta che lo vedo questo quadro mi sale un'angoscia indescrivibile. Non oso definirlo bello, perchè non so ancora se mi piace, ma di sicuro mi trasmette sensazioni irrequiete...forse era proprio questo lo scopo eh??
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Lug 12, 2009 3:56 pm

Oggi mi ci vedo in questo dipinto..urlerei tutto quello che ho dentro!!!!Ma rischierei di essere ricoverata d'urgenza e con la camicia di forza. :ggaffa:
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dharma
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Lug 12, 2009 4:59 pm

definirlo bello,non riesco a dirlo ,ma certo esprime una forza devastante,l'attimo imprigionato per sempre da questo fermo immagine ,,,,,sicuramente un atto artistico di gran valore,,,,anche se inquietante shoooock
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Lug 12, 2009 9:09 pm

Non mi intendo molto di pittura,però mi da' un senso di profonda inquietudine.
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Lug 12, 2009 11:31 pm

Questo dipinto mi trasmette una sofferenza profonda...ma nello stesso tempo adoro i colori forti...comprendo il senso d'impotenza che prova il protagonista...purtroppo l'ho provata parecchie volte su me stessa... schifoooo
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MessaggioTitolo: Chagall, Kandisky, Malevich e Filonov a Villa Olmo   Sab Lug 18, 2009 7:07 pm

DOMANI BRUNO ED IO ANDREMO A VILLA OLMO A COMO, VORREI CONDIVIDERE CON VOI IL NS PROGRAMMA:
E' dedicata ai Maestri dell'Avanguardia Russa - Chagall, Kandisky,
Malevich e Filonov- la mostra di Villa Olmo a Como. Stili e linguaggi a
confronto: dalla magia dell'astrazione sperimentata da Kandisky, al
geometrico tormentato ritorno alla figura di Malevich; dal sogno
nell'esilio con le meraviglie fantastiche di Chagall, al pensiero sulla
tela del riscoperto pittore "maledetto" Filonov. "Un'occasione da non
perdere nell'anno dedicato al Futurismo" ci dice Sergio Gaddi, curatore
della mostra.
«Abbiamo realizzato questo progetto espositivo in
collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, con i
Musei di Saratov, Tula, Ivanovo e con numerosi collezionisti privati –
aggiunge Gaddi – ed esponiamo a Como opere dai primi del Novecento alla
svolta realista imposta da Stalin nel 1934». Un percorso
sull'affermazione e sulla crisi delle Avanguardie che in Russia ebbero
un andamento diverso da quello di altri Paesi europei, non fosse che
per la Rivoluzione d'Ottobre e per il rapporto con la tradizione
artistica russa. Attratti dalla pittura popolare, dalla sacralità
dell'arte contadina, dal culto delle icone, questi pittori hanno
comunque impresso svolte fondamentali per l'arte pittorica del
Novecento. Coinvolti dal clima post-rivoluzionario e dalla rigidità
ideologica del regime ebbero destini diversi: Chagall e Kandisky
abbandonarono la Russia nei primi anni Venti; Malevich e Filonov
rimasero nel loro Paese pur conducendo una vita di stenti e censure.
Esposta a Villa Olmo una delle opere più celebri di Kazimir Malevich,
il famoso "Quadrato rosso" olio su tela del 1915 proveniente dal Museo
di San Pietroburgo dal titolo originale "Realismo pittorico di una
contadina a due dimensioni". E' un olio su tela su cartone del 1914 "La
bottega del barbiere" di Marc Chagall, opera esposta accanto al celebre
olio su cartone "L'ebreo russo" (1915) dove è evidente l'impiego
espressionista del colore. Di Pavel Filonov ci sono le originali
creazioni di un artista che si è mosso tra mistica e scienza come
"Cosmo, formula del cosmo" olio su tela del 1918. Di Wassily Kandinsky
sono esposte opere che testimoniano l'emozione della fantasia
("Amazzone con i leoni" olio e smalto su vetro del 1918) e la
rivoluzione russa ("Crepuscolo" olio su tela del 1917).

Maestri dell'avanguardia russa
Villa Olmo (Como, via Cantoni) – 4 aprile-26 luglio 2009 – chiuso
il lunedì – biglietto intero 9,00 euro, ridotto 7,00 – catalogo Silvana
Editoriale 25,00 euro
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Lug 26, 2009 12:14 pm

KANDINSKY
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Lug 26, 2009 9:46 pm

in soggiorno ho tre riproduzioni
di kandinsky....
avrei preferito avere gli originali
ma nella vita non si può avere tutto.... vittoriaaaa!! pwahahahaha

_________________
Se vogliamo misurare il valore della nostra vita
dobbiamo dare un valore alla vita degli altri
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Dom Lug 26, 2009 9:50 pm

INVECE IO HO QUESTA RIPRODUZIONE DI CHAGALL CHE ADORO... loooove loooove
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MessaggioTitolo: Trompe-l'oeil   Lun Nov 02, 2009 11:10 pm

"Natura morta di fiori con veduta marina" (ante 1713)

Johann Rudolf Byss






Johann Rudolf Byss (1660-1738) nacque a Coira la più antica città svizzera, e fu allievo del padre. Dopo viaggi di studio in Germania, Olanda e Inghilterra, si stabilì a Praga dove divenne pittore di corte e curatore di collzione per due importanti nobili. Questa esperienza, che oggi si direbbe di direttore di museo arricchì la sua formazione e rivelò il suo originale approccio alle nature morte. Byss morì poi a Wuerzburg in Germania.

Il trompe-l'oeil è un genere che trionfò in particolare nel Seicento grazie alla fusione tra la prospettiva quattrocentesca e l'arte fiamminga.
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Lun Nov 02, 2009 11:20 pm

eh?? non conoscevo questo Johann Rudolf Byss .....

La tecnica del trompe-l'oeil, con la dicitura italiana di:

"Inganni ad arte. Meraviglie del Trompe-l'oeil dall'antichità al contemporaneo"

è il tema della mostra che ci ha presentato Rossana nel post Illusione ottica...

Chissà se questo dipinto o questo pittore sarà "contenuto" nell'esposizione fiorentina.... eh??

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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Lun Nov 02, 2009 11:22 pm

chiedo scusa... non me n'ero accorta mi arrendo

Sì, è "contenuto" nella mostra fiorentina
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MessaggioTitolo: Re: ARTE, Quadri, Sculture, Recensioni   Mar Nov 03, 2009 12:02 am

sobarmar ha scritto:
chiedo scusa... non me n'ero accorta mi arrendo

Sì, è "contenuto" nella mostra fiorentina

Ma perché

lo sai (tu sei più giovane....... ma alla nostra età)

REPETITA JUVANT.....


e magari chi non ha letto il post là, ritrova la notizia qua!!!!

da più parti siamo arrivati alla stessa mostra hahahah hahahah

vorrà dire che tutti bisogna andare a Firenze??? tiiiiiii ^^

siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii


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MessaggioTitolo: PITTORI FAMOSI INDIMENTICABILI   Mar Nov 24, 2009 4:47 pm

PAVEL FILONOV
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STORIA E BIOGRAFIA
-------------------------

Fino al 1988 il nome del pittore russo Pavel Filonov (1883-1941) era conosciuto solo a una ristretta cerchia di estimatori, perché la sua produzione, osteggiata dal potere politico sovietico, non era mai stata esposta al pubblico. Dopo la morte dell'artista, le opere vennero messe in stanze riservate del Museo statale russo di Mosca, difficilmente accessibili anche gli specialisti. Filonov non veniva neppure citato nei programmi delle scuole superiori di belle arti.

E' stata la perestrojka di Gorbaciov che ha tolto dall'oblio l'opera di questo pittore e quella di tanti altri artisti che rifiutavano di piegarsi alle esigenze di un sistema che condannava sul letto di Procuste l'insolito e l'originale.

Il processo antidogmatico di valorizzazione della democrazia e dei valori umani ha portato a concepire in modo nuovo l'arte di ieri e di oggi, sottoponendo a dura critica il servilismo, l'ipocrisia, il trionfalismo e il falso pathos.

Libri, film, pièces teatrali, quadri fino a ieri interdetti sono finalmente usciti allo scoperto. Sono stati ritrovati veri tesori spirituali, il cui valore ideologico, morale e artistico è inestimabile. Si possono leggere romanzi e poemi mai pubblicati in Russia, come il Requiem della A. Achmatova, Vita e destino di V. Grossman e Il diritto alla memoria di A. Tvardosky. Si possono vedere film come Il commissario di A. Askoldov e La felicità di Assia (ovvero La storia di Assia Lkiachkina che amò ma non si sposò) di A. Mikhalkov-Konchalovsky.

I musei hanno finalmente permesso al pubblico di vedere le opere di K. Malevich, A. Lentulov e P. Filonov. Un critico, A. Kamenski nella rivista “Ogoniok”,.ha qualificato l'esposizione di quest'ultimo come una scoperta culturale di portata nazionale. “Per la sua espressività, la spiritualità, la bellezza e la perfezione della sua pittura, Filonov si classifica fra i grandi nomi dell'arte mondiale e anche fra coloro che rendono onore all'arte russa”.

Sin da giovane, Filonov aveva deciso di dedicarsi all'arte. L'autobiografia ch'egli scrisse usando la terza persona, comincia così: “Filonov Pavel Nikolaievich, pittore-ricercatore, nacque nel 1883 a Mosca. I suoi genitori appartenevano al terzo stato... Sua madre faceva la lavandaia, suo padre dapprima il vetturino, poi l'autista. Filonov cominciò a disegnare all'età di 3-4 anni”.

Sin dalla sua infanzia dovette affrontare difficoltà e privazioni di ogni tipo. Divenuto assai presto orfano, visse con le sue sorelle, che lo aiutavano a ricamare tovaglie e tovaglioli per guadagnarsi il pane.

Da allora egli cercherà di affermarsi come artista indipendente e contestatore, insofferente alle tradizioni estetiche ufficiali. A dir il vero egli si opponeva sia al realismo classico che alle correnti avanguardiste dei primi del secolo, sia al cubismo che al futurismo, di cui mal sopportava i princìpi geometrici e meccanici.

Nell'arte come nella vita Filonov sfidava la consuetudini. Non vendeva mai le sue tele, non si faceva mai pagare le sue lezioni, passava spesso intere giornate senza mangiare. Nel 1911 col passaporto di "pellegrino", partì per la Palestina, poi per sei mesi a piedi, senza soldi, percorre l'Italia la Francia, come un asceta di qualche religione. Per pagarsi i pasti dipingeva le insegne o i muri degli alberghi ove alloggiava.

Durante la prima guerra mondiale combatté sul fronte romeno, nella Divisione della marina del Baltico, e partecipò al lavoro dei comitati eletti dai soldati.

Accettò senza riserve la rivoluzione d'Ottobre. Fu eletto presidente del Comitato esecutivo della regione del Danubio. Di ritorno da Pietrogrado fondò un atelier di pittura, che ebbe un discreto successo. L'atelier creò le scenografie per una serie di spettacoli teatrali, illustrò la raccolta del poema epico finlandese Kalevala, ecc.

Tuttavia, benché gli si riconoscesse negli anni '20 un eccezionale talento, Filonov non trovava la necessaria comprensione dei critici, meno ancora quella del potere, col quale anzi entrerà presto in aperto conflitto. La sua opera veniva giudicata incomprensibile, nonostante l'apprezzamento di un esponente autorevole del pcus come Lunaciarskij.
La sua esposizione al Museo Russo fu infatti vietata e i suoi discepoli, uno dopo l'altro, lo abbandonarono. Larionov e Gonciarova emigrarono, Khlebnikov morì. Lui stesso non faceva nulla per cercare una via d'uscita, perché era insofferente a ogni compromesso. Rifiutò p.es. di partecipare a mostre a Parigi, Dresda, Venezia e negli Usa, finché le sue opere non fossero state esposte in patria. Per ben tre volte respinse le offerte di assumere la carica di professore presso l'Accademia delle Arti, sostenendo che temeva il conformismo.

Negli anni '30 la situazione, ovviamente, peggiorò. Filonov ormai era completamente isolato. Il 30 agosto 1935 annotava con una certa amarezza nel suo diario: “A partire dai primi giorni di giugno, tè zucchero e un chilo di pane hanno costituito la mia razione quotidiana... Il 29, con la farina che avevo risparmiato, mi sono cotto l'ultima focaccia, preparandomi per l'ennesima volta a vivere - Dio sa ancora quanto - senza niente da mangiare”.

Pur vivendo dì guadagni fortuiti, il pittore continuò le sue creative ricerche, ma la fame e il freddo ebbero alla fine la meglio: il 3 dicembre 1941, all'inizio del blocco nazista di Leningrado, lo si trovò riverso sotto una delle sue migliori tele, Il festino dei re, del 1913, epoca in cui aveva cominciato a predicare i princìpi dell'arte analitica, alla quale resterà fedele lungo tutta la sua tormentata vita. Filonov non accettò mai alcun aiuto: aveva rifiutato il pacco viveri dell'Associazione dei pittori, nonché la pensione che gli si voleva assegnare come a un bisognoso o a un invalido. Considerava accettabili solo i premi per meriti artistici.

Egli aveva deciso di donare le sue opere allo Stato perché si istituisse un museo di arte analitica. A suo parere, infatti, tutti i pittori della sua epoca - realisti o cubisti - percepivano la natura in maniera troppo semplicistica, cogliendo solo due aspetti: il colore e la forma.

Si trattava invece di discernere “tutto l'universo - come lui stesso sosteneva - dei fenomeni visibili e invisibili, le loro emanazioni e reazioni... le loro proprietà note e segrete, ciascuna delle quali, a sua volta, è composta di innumerevoli attributi”.

Filonov voleva riflettere il mondo, ma anche e soprattutto analizzarlo in profondità. Egli era solito distinguere fra “l'occhio che vede” e “l'occhio che comprende”, cioè fra l'occhio che coglie il visibile: la forma e il colore, e l'occhio che, servendosi della ragione e dell'intuito, analizza i processi latenti, il loro movimento variabile.


Compito dell'artista, per lui, era appunto quello di trasformare in immagine questa comprensione. Teste umane, mani, case, animali, fiori andavano visti con uno sguardo dal cosmo. Un poeta contemporaneo, parlando di Filonov, lo definì un “testimone dell'invisibile”, un "anarchico della tela". A differenza di Picasso, la sua opera è priva di letterarietà, le sue immagini ci pervengono dai sogni, dal passato o dal futuro, e spesso non siamo in grado di concepirle. I suoi animali sembrano essere usciti da deliri antidiluviani e ci guardano con enormi occhi umani. Viceversa, gli uomini spesso hanno sembianze ferine.
L'aderenza al metodo analitico ("Bisogna disegnare tenacemente e con precisione ogni atomo" -diceva) si combinava, in questo grande artista, con una eccellente tecnica riproduttiva della realtà: il punto, per lui, era l'unità minima dell'azione. Lo documenta in modo esemplare il ritratto di sua sorella Evdokia Glebova (1915). I dettagli ch'egli riproduceva con esattezza gli servivano unicamente per comporre il suo quadro del mondo, che era come intessuto di fili colorati, così strettamente intrecciati che fra loro non sussisteva il minimo spazio. I colori si fondono l'uno nell'altro e, secondo l'autore, l'obiettivo può essere raggiunto dall'artista solo quando l'opera è curata in tutti i suoi minimi particolari. Egli utilizzava ogni centimetro quadrato della tela, che include tutto l'universo e non una sua parte.

Per Filonov la creazione è sinonimo di perfezione ed essa, come tale, riguarda tutti i fenomeni e i processi del mondo, inclusi quelli biologici, chimici e fisiologici (fino ad allora disprezzati dall'arte mondiale). Alcuni critici hanno addirittura sostenuto che diverse sue opere assomigliano stranamente alle foto prese dallo spazio e che, in tal senso, denotano un'ampiezza universale. In effetti, è fuor di dubbio ch'egli ha anticipato i suoi tempi e che credeva nella prosperità futura di tutto il pianeta.

Fu proprio la sorella Evdokia che nel 1977, consapevole della grandezza di Pavel, fece dono al Museo russo di 300 sue opere. Nonostante le ristrettezze, anch'essa si era rifiutata di venderle.
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