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 CAVALLO IN UN’ISOLA (Jacques Prevert)

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AutoreMessaggio
erdufylla
Primi passi
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MessaggioOggetto: CAVALLO IN UN’ISOLA (Jacques Prevert)   Lun Nov 16, 2009 7:17 pm

Questo è il cavallo che vive tutto solo da qualche parte molto lontano in un’isola.
Mangia un po’ d’erba; dietro di lui c’è una nave; è la nave su cui è arrivato il cavallo, è la nave su cui ripartirà.
Non è un cavallo solitario, ama molto la compagnia degli altri cavalli, tutto solo si annoia, vorrebbe fare qualcosa, essere utile. Continua a mangiare erba e, mentre mangia, pensa al suo grande progetto. Il suo grande progetto è di tornare dai cavalli per dire loro: “Deve cambiare”.
E i cavalli chiederanno: “Che cosa deve cambiare?”
E lui risponderà: “La nostra vita deve cambiare: è troppo miserabile, siamo troppo disgraziati, non può andare avanti così”.
Ma i cavalli più grossi, i più pasciuti, quelli che trainano i carri funebri dei grandi di questo mondo, le carrozze dei re e che portano sul capo un grande cappello di paglia di riso, vorranno impedirgli di parlare e gli diranno: “Di che ti lamenti, cavallo, non sei la più nobile conquista dell’uomo?”
E si burleranno di lui.
Allora tutti gli altri, i poveri cavalli da barroccio non oseranno esprimere il loro parere.
Ma lui, il cavallo che riflette nell’isola, alzerà la voce: “Se è vero che sono la più nobile conquista dell’uomo, non voglio avere debiti con lui.
“L’uomo ci ha colmato di regali, ma l’uomo è stato troppo generoso con noi, l’uomo ci ha dato la frusta, l’uomo ci ha dato lo scudiscio, gli speroni, i paraocchi, le stanghe, ci ha messo ferro in bocca e sotto i piedi; faceva freddo, ma ci ha marchiato con il ferro rovente per scaldarci…
“Per me è ora di finirla, può riprendersi tutti i suoi gioielli, che ne pensate? E perché ha scritto seriamente e a caratteri cubitali sui muri… sui muri delle sue scuderie, sui muri delle sue caserme di cavalleria, sui muri dei suoi mattatoi, dei suoi ippodromi e delle sue macellerie ippofagiche: ‘Siate buoni con gli Animali’ ammetterete che equivale a burlarsi del mondo dei cavalli!”
Allora, tutti gli altri poveri cavalli cominceranno a capire e tutti insieme andranno a trovare gli uomini e alzeranno la voce.
I cavalli: “Signori, noi siamo disposti a trascinare le vostre carrozze, i vostri aratri, a fare le vostre corse e tutto il lavoro, ma riconosciamo che vi facciamo un favore, bisogna che ci venga contraccambiato. Spesso ci mangiate quando siamo morti: niente da ridire, se la cosa vi piace;
è come per la colazione del mattino: alcuni prendono avena e caffé a letto, altri avena e cioccolata. Ognuno ha i propri gusti, ma spesso ci picchiate anche, e questo non deve più ripetersi.
“Inoltre, vogliamo avena tutti i giorni; acqua fresca tutti i giorni e poi le vacanze ed esigiamo rispetto, siamo cavalli, non buoi.
“Il primo che ci picchia lo mordiamo.
“Il secondo che ci picchia lo ammazziamo, ecco”.
Gli uomini capiranno di aver un po’ esagerato e diventeranno più ragionevoli.
Ride il cavallo pensando a tutte le cose che succederanno sicuramente un giorno.
Ha voglia di cantare, ma è tutto solo, e gli piace unicamente cantare in coro, però grida lo stesso: “Viva la libertà!”
In altre isole, altri cavalli lo sentono e gridano a loro volta con tutte le loro forze: “Viva la libertà!”
Tutti gli uomini delle isole e quelli del continente sentono delle grida e si chiedono che cosa sia, poi si rassicurano e dicono alzando le spalle: “Non è nulla, sono dei cavalli”.
Ma non sospettano quello che i cavalli stanno preparando.
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MessaggioOggetto: Re: CAVALLO IN UN’ISOLA (Jacques Prevert)   Lun Nov 16, 2009 9:20 pm

eh?? Erdufylla il brano che hai postato .....

può dar adito a tanti spunti di interpretazione.....

quello che posto non è strettamente riferito a quello a cui allude Prévert,

ma è un piccolissimo video dal titolo Lezione del cavallo, video che ho montato da un file .pps....

Lo posto qui, aggiungendo..... c'è da imparare molto dal mondo animale....

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erdufylla
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MessaggioOggetto: Re: CAVALLO IN UN’ISOLA (Jacques Prevert)   Mar Nov 17, 2009 6:19 pm

Conosco molto bene quel video e quando l'ho visto per la prima volta mi sono emozionata, rendendomi conto, se mai ce ne fosse bisogno, di quanto alcuni esseri considerati 'inferiori', abbiano tanto da insegnarci.
Aldilà del cavallo, ho sempre sostenuto questo: quando un cane non si fiderà abbastanza di me tanto da fuggire o ringhiare, allora sarà tempo di farmi un esame di coscienza molto profondo per capire cosa nel mio essere è diventato marcio.
Degli uomini mi fido molto poco; degli animali e dei neonati, appieno.
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lisa
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MessaggioOggetto: Re: CAVALLO IN UN’ISOLA (Jacques Prevert)   Mar Nov 17, 2009 7:19 pm

Ecco ,delle frasi che scuotono il cuore e la coscenza di ognuno di noi o che almeno dovrebbero farlo.


Il fondo del pozzo è un pò come salire basta solo non guardare giù questo lo dico a me ma anche a chi si sente,si è sentito o si sentirà come in caduta libera.

Quando sembra finita non lo è mai in effetti,ciò che sembra la fine è solo l'inizio di una risalita rapida e piena di cose ancora belle da regalarci.

Gli animali hanno un cuore che è grande quanto il mondo,il mondo crede di avere un cuore che non è grande nemmeno quanto il più piccolo degli animali.

La vita è fatta per essere vissuta,per non arrendersi,per capire ma anche per divertirsi,per dare spazio alla creatività,per rinascere,per non abbandonare e non abbandonarsi mai,per il cercare ed il ritrovarsi anche quando si sta sotto la terra.

Impariamo da chi pur non parlando insegna molto,impariamo a sentire e non solo ad ascoltare le varie lingue che vengono parlate anche quando qualcuno le chiama versi.

Abbiamo ancora tanta terra da usare per salire non fermiamoci mai perderemmo di sicuro qualcosa di grandioso come il miracolo della vita!
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