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 Da "Racconti di vita"

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flilla
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MessaggioTitolo: Da "Racconti di vita"   Dom Gen 16, 2011 4:52 pm

A me piace molto questa trasmissione che racconta le realtà fragili della società, come convivere con una malattia, non trovare lavoro, essere vittime della criminalità, abusare di sostanze, fare i conti con la propria identità sessuale, ecc. della generazione "prima dei quaranta", ormai a me non appartiene più ma io vivo in mezzo a loro e con loro quindi interessa anche me e magari pure a voi imbarazzo..

La trasmissione di oggi s'intitolava "I visabili" dedicata a quanti lottano per imporre, contro ogni barriera culturale, il valore di una diversità “fisica” che vuole rendersi “visibile” fino al punto di mostrarsi sotto i riflettori e sulle passerelle. In studio con Giovanni Anversa la fotomodella anglo-brasiliana Samanta Almeida Bullock, l’agente di moda Louise Dyson e lo stilista Giacomo Alvino.
Mentre in Italia siamo ancora alle prese con l’eliminazione delle barriere architettoniche, in Inghilterra, la BBC ha realizzato “Britain’s Missing Top Model” un reality per otto aspiranti modelle disabili, sulla falsariga dell’olandese “Miss Ability” e in Belgio, Tania Kiewitz, una modella senza mano, è diventata una star contesa da fotografi e riviste.

Per provocare dibattito su questi aspetti, Giovanni Anversa ospita negli studi di Napoli, Louise Dyson, la prima agente di moda che ha deciso di seguire solo persone con disabilità, e Samanta Almeida Bullock, in carrozzina da quando aveva 14 anni è oggi una affermata fotomodella e campionessa di tennis.

A completare questo sguardo su una moda che non fa differenze ma anzi offre una passerella a persone con disabilità, sarà ospite in studio anche uno stilista come Giacomo Alvino che nonostante la tetraparesi spastica che gli impedisce di comunicare è riuscito a creare splendidi abiti e entrare a far parte anche della maison Gattinoni. Grazie al computer Giacomo crea, disegna e comunica con il mondo dando vita anche a delle splendide performance di moda che rivelano un talento straordinario.

Il filmati sono dedicati a Cinzia Rossetti, una ragazza di Botticino, in provincia di Brescia, che per sfidare il conformismo sulla disabilità ha inviato delle sue foto di moda ad una agenzia senza rivelare di essere disabile. La risposta è stata positiva ma quando ha rivelato il suo stato reale, l’agenzia non si è più fatta sentire. nuoooo daiii

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Quante barriere architettoniche e mentali dovranno cadere prima che queste persone possano sentirsi uguali agli altri? sto pensando..
Anche per questo motivo seguo la terza rete RAI è quella tra le tante che da sempre si rivolge anche a chi non vive una realtà come la nostra e pertanto, per i media, non hanno diritto a far ascoltare la propria voce ed alla visibilità. grrrrr
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dharma
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MessaggioTitolo: Re: Da "Racconti di vita"   Dom Gen 16, 2011 5:31 pm

non ho mai visto la rasmissione,ma capisco che occorre passare dall grande visibilità,,,

per poi approdare ,,lo spero ,,ad un mondo in cui non sia neccessario dimostrare alcun che ,,semplicemente esseri umani ,,,indipendentemente dalle peculiarità di ciascuno,,,

fino a qualche anno fa si parlava del ruolo delle donne,,,ora è giusto che escano allo scoperto realtà che magari non conosciamo nemmeno,,,



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flilla
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MessaggioTitolo: Re: Da "Racconti di vita"   Dom Gen 16, 2011 5:58 pm

però devono esserci persone che danno loro un'opportunità altrimenti gli rimane solo la speranza che, anche se è vero che è l'ultima a morire, spesso viene meno.
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MessaggioTitolo: Re: Da "Racconti di vita"   Dom Gen 16, 2011 8:35 pm

L'integrazione per chi è diverso, in tutte le forme che questa parola può esprimere, è sempre difficile, specialmente in certi ambienti, ma spesso anche nella vita sociale "normale", a partire dalle barriere architettoniche...
Non vorrei essere così cinica, come il mio solito, da dire "non importa a nessuno"...ma effettivamente progressi civili in questo campo se ne vedono ben pochi, e ancor meno politici che se ne occupino a tempo pieno...
Nel mondo dell'immagine poi...
Certo che questo reality è una bella provocazione, magari sarebbe la prima volta che un programma simile, riesce a far breccia nella coscienza di chi dovrebbe prendere atto di certi problemi e perlomeno tentare di risolverli. ...
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MessaggioTitolo: Re: Da "Racconti di vita"   Dom Gen 16, 2011 8:49 pm

Non so se siano peggio le barriere architettoniche o quelle mentali, quelle mentali, credo.

Difficilissime da abbattere, cosi' ben vengano trasmissioni come quelle di Anversa, rarissime per la verita', che provano a creare consapevolezza, anche se purtroppo, la terza rete, quella che anch'io seguo di piu', e' poco seguita in genere......
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MessaggioTitolo: Re: Da "Racconti di vita"   Lun Gen 17, 2011 8:42 pm

Beh, secondo me nessuno di noi è uguale all'altro, sarà che mi ha sempre dato fastidio il termine "diversamente abile" coem se fosse meno discriminatorio... diversamente... anche io sono diversamente abile rispetto a... boh alla vicina di casa. Abusiamo di termini, a me non piace sinceramente. Diversamente abile prevede lo stesso standard di giusto in cui i "normali" si classificano che nel termine disabile in cui i giusti sono quelli (ad esempio) che caminano rispettoa persone che non lo fanno.

Trovo che la disabilità metta davanti la gente a cose che non vuole vedere a verità scomode.
A qualcosa che "potrebbe accadere anche a noi" e questosolletica le coscienze e fa male...

Anche tra i disabili c'è questo senso di disprezzo per chi sta bene (lo diceva mia cognata che quando era paraplegica e in sedia a rotelle e iscritta all'associazione tutti amici invece molti quando è riuscita miracolosamente a alzarsi dalla sedia a rotelle gli amici di prima erano arrabbiati con lei e hanno smesso di parlarne) anche se non tra tutti. capisco che sia umanamente comprensibile come trovo umanamente comprensibile una diffidenza nei confronti della disabilità. Paradossalmente è nel nostro essere umani che siamo davvero tutti uguali...
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MessaggioTitolo: Re: Da "Racconti di vita"   

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